Il gioco che non finiva mai
Una storia per bambini dai 6 ai 12 anni, da leggere gratis online, in italiano.
Di che cosa parla questo libro?
Una storia sulla differenza tra avere un’idea e portarla a termine. La montagna sembra enorme finché non la dividi in passi.
L’obiettivo non era fare il gioco migliore. Era imparare a finire quello che si comincia.
Prima pagina — La stanza delle idee
La stanza sapeva di legno, di carta e di impazienza. Sul pavimento, sparsi come frammenti di un sogno: disegni lasciati a metà, matite spezzate in due, pennarelli senza tappo che si seccavano piano piano, pezzi di giocattoli rotti che un tempo erano stati «la prossima grande idea».
Philippos aveva tirato fuori tre cacciaviti contemporaneamente. Gli occhi gli brillavano di quel fuoco che aveva sempre all’inizio di qualcosa — prima di mettersi a lavorarci davvero. «Oggi succederà qualcosa di grande!» continuava a gridare, senza sapere esattamente cosa.
Alexandra parlava in fretta, con le mani che disegnavano forme invisibili nell’aria. Ogni frase cominciava con «Sai che cosa sarebbe perfetto?» e non finiva mai. Un’idea inciampava nella successiva prima di riuscire a stare in piedi.
Eleftheria cercava di mettere ordine nel caos. Quaderno aperto, titoli sottolineati, elenchi con caselle vuote. Ma ogni volta che si girava a chiedere «Che cosa scrivo?», la risposta era un’alzata di spalle.
«Faremo il gioco più bello del mondo!» gridò Philippos, battendo il cacciavite sul tavolo come il martelletto di un giudice.
«Sì, ma che cosa esattamente?» chiese Eleftheria, con la penna appoggiata sul foglio. Non c’era ancora niente da scrivere.
Due ore dopo, avevano entusiasmo. Avevano voci. Avevano movimento, risate, paroloni. Ma niente — assolutamente niente — di concreto.
Perché l’entusiasmo senza un piano è come un fuoco senza focolare. Brilla tanto, scalda poco e si spegne in fretta.
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